Ho letto spesso che ABO alias Achille Bonito Oliva, afferma, forse tra il serio e il faceto, che "critici si nasce, artisti si diventa".
Per quello che riguarda i critici, mi fido di ABO, o comunque non ho elementi per contestare, per quello che riguarda gli artisti, stessa cosa.
La mia sensazione, é che sicuramente artisti lo si puo' diventare, ma é qualcosa che viene da dentro, da una crescita che non è tecnica,
ovvero la tecnica si migliora, si affina e rende piu' facile il "lavoro", ma non rende certo artisti se non lo si é o lo si diventa.
Queste affermazioni, mi hanno portato a riflessioni-domande, scaturite anche da quanto vedo in musei, gallerie, internet ecc.,:
quanti sono quelli che si sentono artisti solo perché hanno talento e tecnica nelle loro mani?
essere dei bravi o ottimi disegnatori o coloristi é condizione "sine qua non" per essere artisti?
Le mie osservazioni mi portano a pensare(oggi meno di ieri a causa delle scuole di astrattismo e successivi ismi non formali), che moltissimi siano entrati nel mondo dell'arte solo perchè avevano e/o hanno una buona mano.
É una banalità che sento spesso riferita anche a giovani e bambini, "quello disegna benissimo, potrebbe fare, potrebbe ...", personalmente, forse perché il mio approccio é completamente diverso, forse perché mi picco di non saper disegnare, non sono d'accordo.
É del tutto ovvio che chi ha una buona mano, un'ottima tecnica puo' eseguiredipinti, disegni, sculture ecc. ma questo non ne fa' per via diretta un artista e non lo esclude.
Mentre credo sia vero il contrario, cioé si puo' essere artisti e non saper disegnare.
Uno dei tanti, sincero e geniale artista fu Giacometti, che ripeteva di non essere assolutamente
capace di plasmare volti, ma era cosi' profondamente artista in tutto il resto.
Purtroppo trovo che questa confusione tra tecnica e arte ha prodotto e continua a produrre molti pittori ma pochi artisti. Spesso chi é artista trova difficoltà ad esprimersi facilmente, perché: ricerca, pensa, esamina, osserva, critica il resto del mondo e se stesso.
Una ricerca continua su come e cosa comunicare, se comunicare, inventare linguaggi ecc.
Per contro é facile trovare chi invece, avendo una buona mano, o frequentato con un certo successo qualche corso di disegno e/o pittura, cominicia a "far cose" solo perché ci riesce, con la complicità di amici molto affettuosi e poco competenti d'arte.
Ne vedo molti di questi quadri o sculture, opere in generale, che non sono di superfice, sono solo superficiali, senza anima, senza fuoco, dei bei esercizi scolastici ma nulla piu'.
Il problema che questo fenomeno é ampio ed ampliato dalla poca educazione all'osservazione.
Esistono scuole per imparare a disegnare e dipingere, ed esistono solo pochi testi che cercano di spiegare come e cosa osservare.
Questo luogo comune, buona tecnica uguale artista, é talmente diffusa che alcuni critici, molti galleristi e mercanti per valorizzare artista astratto, informale, concettuale ed ecc. parlano ed espongono le opere dell'inizio, di quando magari l'artista si esprimeva con il disegno o il
chiaroscuro. Come se la tecnica e il talento come disegnatore fossero l'unico passaporto, il buonavia per potersi dedicare all'arte.
Personalmente voglio invece capire (anche se so di averlo già capito) se sono artista, se riesco a riversare quello che sono e sento nelle tele, nella resina, nei colori, in tutto quello che per me é arte. Conoscere la comunicazione e l'emozione mia degli altri. Non ho nessun desiderio di
scoprire se "ho la mano", se "so disegnare", forse verrà anche quel momento, é sicuramente secondario e inifluente rispetto al mio essere artista o ..... diventarlo.
Un abbraccio a presto
Pagine
Benvenuti,
questo blog e queste pagine saranno la parte virtuale della Galleria che sta nascendo.
Il nome Contaminazioni Nomadi è stato scelto per i tanti significati che sono propri del mondo dell'Arte.
Le contaminazioni non sono pericolose, tutt’altro. Nell'Arte le contaminazioni sono rivoli, fiumi di idee e concetti che si intersecano, mescolandosi o semplicemente sovrapponendosi, dando luogo spesso ad una evoluzione portatrice di nuovi linguaggi artistici.
Nomadismo, è un modo diverso, piu' corretto, piu' storico di definire gli spostamenti della globalizzazione, operazione e tendenza che nell'arte è sempre stata presente, anche se solo nell'ultimo secolo evidenziata da alcuni artisti e critici.
La globalizzazione oggi ha troppe connotazioni negative, mentre il nomadismo, non solo è un omaggio all'uomo che proprio grazie al nomadismo è evoluto e ha popolato l'intero pianeta, ma anche a quanti fisicamente o solo mentalmente si sentono pronti a recepire quello che ricevono da tutto l'intorno, vicino e lontano. Non solo, è anche un omaggio alle persone e ai popoli nomadi, vittime come altre minoranze del razzismo e della violenza.
Oggi il nomadismo è facilitato, sia quello fisico (trasporti) che quello virtuale (internet) ma questo non basta nell'arte; il nomade in arte è colui che è pronto a "sentire" altri orizzonti e altri nomadi, colui che è pronto a contaminarsi e contaminare senza che però questo diventi mai un obbligo o un'ideologia.
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