L'ultimo numero di ARTE, un bellissimo speciale sugli artisti, ovvero la redazione ha stilato 3 elenchi di artisti, 100 da record in asta, 100 da comprare e 100 su cui scommettere.
Questi artisti, sono stati scelti, selezionati da un elenco iniziale di 14.000.
Dopo aver guardato e letto lo speciale, mi è sembrato di notare alcune macroscopiche differenze tra le tendenze o categorie degli artisti presentati nei vari elenchi, allora provato a recuperare alcuni dati numerici, dividendo in categorie pittori, scultori, fotografi,
installatori e di tutto un po'.
Premetto che il giudizio è della redazione, non é certo un sondaggio cosmico, ma semplicemente un "di cui", che credo, sia fatto comunque da esperti e che sono uno spaccato del mondo dell'arte, anche se non totalmente rappresentativo, comunque valido.
Il primo elenco è il meno significativo come scelta redazionale, in quanto parla di artisti che hanno fatto i record nelle aste, quindi ci sarà stata una selezione, ma a monte esigeva, per gli artisti, di essere stati presentati nelle aste e aver fatto il proprio record. Sappiamo che in questi casi molto dipende dal momento storico-economico, dall'"astarolo", dalla "location" ed ecc.
Comunque il risultato è totalmente sbilanciato.
Abbiamo opere che vanno dal 1956 al 2007 con preponderanza per gli anni 80/90, e una
rappresentanza di pittori e quindi opere pittoriche che credo superi il 70%. In questa percentuale ho considerato pittori, coloro che lo sono sia per la produzione che per il riconoscimento internazionale, cio' non toglie che molti si esprimono anche con la scultura, la fotografia o le installazioni.
Il secondo elenco riguarda quelli "da comprare", come spiega la rivista, consigli per gli acquisti a "chi è in cerca di spunti per navigare nel mare delle tendenze, senza correre rischi", quindi qualcosa di piu' selezionato del precedente elenco e comunque legato ad un aspetto commerciale, di "investimento tranquillo", cioè quello piu' usato e abusato in tempo di crisi, un bene rifugio come i Bot o CCt.
La cosa si fa interessante, per capire le tendenze artistico-commerciali.
Le percentuali subiscono un radicale cambiamento.
I miei numeri possono non essere precisi, posso aver confuso a volte, avere nel dubbio attribuito l'etichetta di fotografo ad un pittore o viceversa, essere nell'impossibilità di capire se è un'installazione o una scultura, se é una video-installazione o solo un'installazione, insomma il mio personalissimo cartellino (cit. r.tommasi) conterrà errori, ma eventualmente di poche unità.
Bene, a me risultano:
29 pittori
29 fotografi
17 scultori
15 installatori
8 video o video-installatori
2 mistofritto
Ora, in confronto alla statistica del primo elnco vediamo che le tendenze artistico-commerciali spostano notevolmente i dati contro la pittura riequilibrando, come a me sembra giusto, le varie forme espressive. La pittura che primeggiava con il 70% passa al 30% al pari della fotografia, salgono qualcosa la scultura e prendono una ottimo 23% installazoni e video-installazioni.
Una giustificazione al balzo in avanti delle foto, puo' essere il prezzo, sempre molto basso in confronto alle tele, come pure per le carte di uno stesso autore, inoltre alcune possono essere foto di installazioni distrutte o performance.
Quello che mi colpisce è quel 23% di video e/o installazioni, proporle per un acquisto mi sembra alquanto strano, decontestualizzarle, metterle nel salotto o all'ingresso della sede di una società mi appare alquanto bizzarro, ma questa è la tendenza, che continua ad erodere terreno a scultura e pittura.
L'ultimo elenco riguarda quelli "su cui scommettere", qui credo che la fantasia, l'intuito e la conoscenza dell'arte e del mercato abbiano avuto il maggiore spazio nella scelta redazionale.
Qui, almeno per quanto mi riguarda, raccolgo la maggiore delusione, non certo verso chi ha fatto le scelte, ma per l'indicazione che ne viene fuori. Certamente è una mia colpa, troppo ancorato ad una visione della'arte, delle tendenze, della fruibilità museale e/o casalinga dell'arte, ma anche della chiarezza.
Per esempio si parla sempre piu' di film, cortometraggi insiema a video o video-installazioni, quasi a voler avvalorare quella che per me è una confusione di espressioni.
Personalmente credo che si sta andando verso un modo confuso e a volte furbo di definire tendenze, scuole o stili; o si creano degli steccati precisi e gli si un loro preciso spazio o si definisce tutto arte e allora smettiamola di categorizzarla.
Scusate lo sfogo, e andiamo alla mia personalissima rilevazione:
essendo direttamente interessato ho contato quelli che, tra i consigliati, sono preponderatamente pittori, totale 16 su 100, confermando l'impressione avuta mentre sfogliavo, in prima lettura, la rivista, gran brutto colpo.
Poi, visto che era un elenco piu' indirizzato all'artista che alle sue opere migliori, ho fatto un conteggio dando ad ognuno piu' categorie; questo é quanto ho rilevato, considerando, ripeto il modo di esprimersi del singolo artista:
36 con installazioni 20%
32 dipinti o disegni 18%
26 sculture 14.5%
40 video 22%
34 foto 19%
13 performance 7%
totale circa 180 su 100, cioè la quasi totalitä lavora almeno su due fronti artistici.
Credo che sia evidente come nel futuro "su cui scommettere" ci sia una preponderanza di video e installazioni e performance, insieme ben il 49% nettamente superiore a tutti. Se a questo aggiungiamo alcune sculture che non so bene se definire tali o installazioni, la cosa a me comincia o meglio continua a preoccupare.
Non perchè sia contro alcune espressioni artistiche, ma perchè credo che troppi giocano con la confusione, sulla moda, sulla furba speculazione, un po' come a volte è successo per la pittura astratta o informale o l'arte povera.
Inoltre, pur essendo favorevole alle contaminazioni artistiche, credo che si stia superando il limite, almeno fino a quando, al festival di Berlino, a Locarno o a Cannes non si vedranno premiate le opere di Barchelo', Cucchi o Pistoletto.
Con tutti i distiguo fatti all'inizio, sulla scentificità di questo scritto, personalmente ho avuto la conferma di quanto sta accadendo, in mostre, esposizioni, biennali, triennali ecc.,
l'emarginazione della pittura e soprattutto della scultura, che ha saputo almeno in parte riciclarsi nelle installazioni.
Bene ai nuovi mezzi espressivi, bene alle contaminazioni e no hai confini troppo stringenti, ma diamo un limite anche a quello che ci viene proposto, che non scodiamolo ha anche una funzione educativa per il pubblico e per i giovani, artisti e non; e che non è un terreno dove gli addetti
ai lavori possono esercitare il loro libero arbitrio senza limiti solo per tentare di scandalizzare o per fare sensazione.
Purtroppo tutto questo non è frutto o colpa di un ottimo numero della rivista Arte, che credo sia sia limitata a registrare l'andazzo generale, lo stesso che porta i curatori e critici a scontrarsi come opposti estremismi e i musei a far concorrenza alle gallerie invece di storicizzare, ma citando Lucarelli, questa è un'altra storia, non "tutta un'altra storia", semplicemente un'altra.
hasta presto
Pagine
Benvenuti,
questo blog e queste pagine saranno la parte virtuale della Galleria che sta nascendo.
Il nome Contaminazioni Nomadi è stato scelto per i tanti significati che sono propri del mondo dell'Arte.
Le contaminazioni non sono pericolose, tutt’altro. Nell'Arte le contaminazioni sono rivoli, fiumi di idee e concetti che si intersecano, mescolandosi o semplicemente sovrapponendosi, dando luogo spesso ad una evoluzione portatrice di nuovi linguaggi artistici.
Nomadismo, è un modo diverso, piu' corretto, piu' storico di definire gli spostamenti della globalizzazione, operazione e tendenza che nell'arte è sempre stata presente, anche se solo nell'ultimo secolo evidenziata da alcuni artisti e critici.
La globalizzazione oggi ha troppe connotazioni negative, mentre il nomadismo, non solo è un omaggio all'uomo che proprio grazie al nomadismo è evoluto e ha popolato l'intero pianeta, ma anche a quanti fisicamente o solo mentalmente si sentono pronti a recepire quello che ricevono da tutto l'intorno, vicino e lontano. Non solo, è anche un omaggio alle persone e ai popoli nomadi, vittime come altre minoranze del razzismo e della violenza.
Oggi il nomadismo è facilitato, sia quello fisico (trasporti) che quello virtuale (internet) ma questo non basta nell'arte; il nomade in arte è colui che è pronto a "sentire" altri orizzonti e altri nomadi, colui che è pronto a contaminarsi e contaminare senza che però questo diventi mai un obbligo o un'ideologia.
sabato 7 agosto 2010
martedì 3 agosto 2010
pittori e artisti
Ho letto spesso che ABO alias Achille Bonito Oliva, afferma, forse tra il serio e il faceto, che "critici si nasce, artisti si diventa".
Per quello che riguarda i critici, mi fido di ABO, o comunque non ho elementi per contestare, per quello che riguarda gli artisti, stessa cosa.
La mia sensazione, é che sicuramente artisti lo si puo' diventare, ma é qualcosa che viene da dentro, da una crescita che non è tecnica,
ovvero la tecnica si migliora, si affina e rende piu' facile il "lavoro", ma non rende certo artisti se non lo si é o lo si diventa.
Queste affermazioni, mi hanno portato a riflessioni-domande, scaturite anche da quanto vedo in musei, gallerie, internet ecc.,:
quanti sono quelli che si sentono artisti solo perché hanno talento e tecnica nelle loro mani?
essere dei bravi o ottimi disegnatori o coloristi é condizione "sine qua non" per essere artisti?
Le mie osservazioni mi portano a pensare(oggi meno di ieri a causa delle scuole di astrattismo e successivi ismi non formali), che moltissimi siano entrati nel mondo dell'arte solo perchè avevano e/o hanno una buona mano.
É una banalità che sento spesso riferita anche a giovani e bambini, "quello disegna benissimo, potrebbe fare, potrebbe ...", personalmente, forse perché il mio approccio é completamente diverso, forse perché mi picco di non saper disegnare, non sono d'accordo.
É del tutto ovvio che chi ha una buona mano, un'ottima tecnica puo' eseguiredipinti, disegni, sculture ecc. ma questo non ne fa' per via diretta un artista e non lo esclude.
Mentre credo sia vero il contrario, cioé si puo' essere artisti e non saper disegnare.
Uno dei tanti, sincero e geniale artista fu Giacometti, che ripeteva di non essere assolutamente
capace di plasmare volti, ma era cosi' profondamente artista in tutto il resto.
Purtroppo trovo che questa confusione tra tecnica e arte ha prodotto e continua a produrre molti pittori ma pochi artisti. Spesso chi é artista trova difficoltà ad esprimersi facilmente, perché: ricerca, pensa, esamina, osserva, critica il resto del mondo e se stesso.
Una ricerca continua su come e cosa comunicare, se comunicare, inventare linguaggi ecc.
Per contro é facile trovare chi invece, avendo una buona mano, o frequentato con un certo successo qualche corso di disegno e/o pittura, cominicia a "far cose" solo perché ci riesce, con la complicità di amici molto affettuosi e poco competenti d'arte.
Ne vedo molti di questi quadri o sculture, opere in generale, che non sono di superfice, sono solo superficiali, senza anima, senza fuoco, dei bei esercizi scolastici ma nulla piu'.
Il problema che questo fenomeno é ampio ed ampliato dalla poca educazione all'osservazione.
Esistono scuole per imparare a disegnare e dipingere, ed esistono solo pochi testi che cercano di spiegare come e cosa osservare.
Questo luogo comune, buona tecnica uguale artista, é talmente diffusa che alcuni critici, molti galleristi e mercanti per valorizzare artista astratto, informale, concettuale ed ecc. parlano ed espongono le opere dell'inizio, di quando magari l'artista si esprimeva con il disegno o il
chiaroscuro. Come se la tecnica e il talento come disegnatore fossero l'unico passaporto, il buonavia per potersi dedicare all'arte.
Personalmente voglio invece capire (anche se so di averlo già capito) se sono artista, se riesco a riversare quello che sono e sento nelle tele, nella resina, nei colori, in tutto quello che per me é arte. Conoscere la comunicazione e l'emozione mia degli altri. Non ho nessun desiderio di
scoprire se "ho la mano", se "so disegnare", forse verrà anche quel momento, é sicuramente secondario e inifluente rispetto al mio essere artista o ..... diventarlo.
Un abbraccio a presto
Per quello che riguarda i critici, mi fido di ABO, o comunque non ho elementi per contestare, per quello che riguarda gli artisti, stessa cosa.
La mia sensazione, é che sicuramente artisti lo si puo' diventare, ma é qualcosa che viene da dentro, da una crescita che non è tecnica,
ovvero la tecnica si migliora, si affina e rende piu' facile il "lavoro", ma non rende certo artisti se non lo si é o lo si diventa.
Queste affermazioni, mi hanno portato a riflessioni-domande, scaturite anche da quanto vedo in musei, gallerie, internet ecc.,:
quanti sono quelli che si sentono artisti solo perché hanno talento e tecnica nelle loro mani?
essere dei bravi o ottimi disegnatori o coloristi é condizione "sine qua non" per essere artisti?
Le mie osservazioni mi portano a pensare(oggi meno di ieri a causa delle scuole di astrattismo e successivi ismi non formali), che moltissimi siano entrati nel mondo dell'arte solo perchè avevano e/o hanno una buona mano.
É una banalità che sento spesso riferita anche a giovani e bambini, "quello disegna benissimo, potrebbe fare, potrebbe ...", personalmente, forse perché il mio approccio é completamente diverso, forse perché mi picco di non saper disegnare, non sono d'accordo.
É del tutto ovvio che chi ha una buona mano, un'ottima tecnica puo' eseguiredipinti, disegni, sculture ecc. ma questo non ne fa' per via diretta un artista e non lo esclude.
Mentre credo sia vero il contrario, cioé si puo' essere artisti e non saper disegnare.
Uno dei tanti, sincero e geniale artista fu Giacometti, che ripeteva di non essere assolutamente
capace di plasmare volti, ma era cosi' profondamente artista in tutto il resto.
Purtroppo trovo che questa confusione tra tecnica e arte ha prodotto e continua a produrre molti pittori ma pochi artisti. Spesso chi é artista trova difficoltà ad esprimersi facilmente, perché: ricerca, pensa, esamina, osserva, critica il resto del mondo e se stesso.
Una ricerca continua su come e cosa comunicare, se comunicare, inventare linguaggi ecc.
Per contro é facile trovare chi invece, avendo una buona mano, o frequentato con un certo successo qualche corso di disegno e/o pittura, cominicia a "far cose" solo perché ci riesce, con la complicità di amici molto affettuosi e poco competenti d'arte.
Ne vedo molti di questi quadri o sculture, opere in generale, che non sono di superfice, sono solo superficiali, senza anima, senza fuoco, dei bei esercizi scolastici ma nulla piu'.
Il problema che questo fenomeno é ampio ed ampliato dalla poca educazione all'osservazione.
Esistono scuole per imparare a disegnare e dipingere, ed esistono solo pochi testi che cercano di spiegare come e cosa osservare.
Questo luogo comune, buona tecnica uguale artista, é talmente diffusa che alcuni critici, molti galleristi e mercanti per valorizzare artista astratto, informale, concettuale ed ecc. parlano ed espongono le opere dell'inizio, di quando magari l'artista si esprimeva con il disegno o il
chiaroscuro. Come se la tecnica e il talento come disegnatore fossero l'unico passaporto, il buonavia per potersi dedicare all'arte.
Personalmente voglio invece capire (anche se so di averlo già capito) se sono artista, se riesco a riversare quello che sono e sento nelle tele, nella resina, nei colori, in tutto quello che per me é arte. Conoscere la comunicazione e l'emozione mia degli altri. Non ho nessun desiderio di
scoprire se "ho la mano", se "so disegnare", forse verrà anche quel momento, é sicuramente secondario e inifluente rispetto al mio essere artista o ..... diventarlo.
Un abbraccio a presto
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